Very Vintage. Tu puoi scegliere di non essere eliminato!

Essere Vintage, un trend tra stile ed eleganza e non solo nell’armadio!
(Last Call per uomini)

Ancora stento a credere che sia successo! Non so esattamente come sia accaduto! É davvero possibile che l’Italia sia stata sbattuta fuori da quello che sarà l’evento mediatico dell’anno per il 2018?

Eddai, dispiace un po’ a tutti. Guardo con diffidenza chi con leggerezza ironizza sul triste evento e con superiorità reclama il proprio distacco. Rimpiangeremo le strade pre-fischio d’inizio e la telefonata di Marco e Luisella: “Eddai, l’occasione per stare un po’ insieme”.

Ok stop al drammone e torniamo al problema vero! Non è la resa ma l’inesorabile e lento processo che ha portato alla disfatta.

Immagina ora di ricevere la telefonata di Marco che ti invita alla festa di compleanno della migliore amica della sua fidanzata (Luisella). Lei, la festeggiata, è una da doppia v: Very Vintage.

Certo è, tattica vincente non si cambia: i fiori, la bottiglia di vino e la scatola di cioccolatini (per non parlare delle moderne buste sorpresa in scatola, misteriosamente chiamate “intelligenti”).

Ma tu sei per il più bel gol della tua vita o per l’autogol della squadra avversaria?

“Carino quel tuo amico, com’è che si chiama?” saranno le parole della VV l’indomani.
Autogol!

Devi smettere di guardare a ciò che ha funzionato anni fa, e accettare i cambiamenti. Cambiano i gusti e l’approccio allo shopping. L’originalità è diventata un must!
Sfortunatamente, se stai ancora provando a giocare a quel gioco, hai già perso…anche prima d’iniziare.
Semplice.

Quindi oggi, volevo solo ricordarti:

  1. Le vecchie strategie e tattiche non funzionano più.
  2. Devi cambiare
  3. Devi essere originale

Paletta verde per l’originalità ma il very Vintage non tradisce mai.

Rispolveriamo qualche icona della moda uomo anni ’50, che detta le regole dell’eleganza e dell’arroganza: cappello o chiodo di pelle alla Danny Zucco? Brillantina e abito grigio per l’ufficio e il cinema o Levis, All-Stars e t-shirt bianca?

Fammi sapere, tu chi sei? Elegante o arrogante?

Una curiosità. A quel tempo esistevano delle regole anche per il barbecue. Polo e pantaloncini corti erano la divisa d’ordinanza per arrostire le salsicce!

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Certo, basta il pensiero. Ma che sia very Vintage (preghiera rivolta agli uomini)

Il più bell’abito che una donna possa indossare sono le braccia dell’uomo che ama. Ma per quelle che non hanno avuto la fortuna di trovare questa felicità, ci sono io.

Promessa di Yves Saint Laurent, che è tornato prepotentemente in auge nella mia mente e che ho omaggiato con la visione del film del 2014, diretto da Jalil Lespert, che ripercorre la vita del geniale couturier, dagli esordi con Dior a un’ultima sfilata (ultima per scelta del regista) anni ‘80, dalle fortissime ispirazioni tratte dal balletto russo e dalla cultura cinese.

E c’è ancora chi crede si tratti solo di vestiti! Tutte le collezioni del marchio presero negli anni ispirazione da correnti e culture non diversi: opere di Matisse, dipinti di Picasso, la Pop art, gli scritti di Marcel Proust.

Cogli un elemento dopo l’altro e coraggiosamente li assembli a formare l’immagine di te. Stelle, brillanti, un’idea di seta, qualcosa di pizzo, una giacca lunga, un ricamo di fiori, un cappello e almeno un paio di tacchi eccessivi.

Ispirazione: curiosità, osservazione, sperimentazione, coraggio.

Coraggio! Gli esperti affermano che un regalo serva a rendere concreti e visibili i propri sentimenti e i propri affetti ma i regali sbagliati, stravaganti o quantomeno inadeguati risalgono alla notte dei tempi. Nell’anno 177 d.C. il futuro imperatore romano Commodo, figlio di Marco Aurelio, regalò alla giovane sposa il titolo di Augusta. Non sapremo mai se la signora “titolata” preferisse un reale ninnolo all’ingombrante nome ma l’imperativo come oggi anche allora era: “Non sbagliare regalo!”.

Certo è, se la signora destinataria è una sussurratrice (che comunica al mondo l’oggetto dei desideri e dà inizio a un vero e proprio telefono senza fili) l’unico problema potrebbe essere il colore della carta regalo. Se, invece, è ancora la sorpresa che conta? A meno che tu non voglia affidarti a un personal shopper che si sforzerà per 200 euro al giorno di riconoscere a tempi record i gusti dell’amata, dovrai attivare i ricettori e prestare attenzione ai segnali che colei ti manda in formato multiplo. Accendi il decoder!

Se a noi donne non è vero che basta poco, vero è che basta poco per capirci.

La parola d’ordine è Vintage. Lo amiamo. Ci affascina. Ci rende felici. Basta azzeccare l’annata e lo stile giusto!

Lasciati ispirare. Ricordati di un vecchio film che le ha fatto brillare gli occhi e copia!

“Colazione da Tiffany” e la fashion jewelry degli anni Cinquanta, la sfacciataggine di Brigitte Bardot in baby-doll, secchiello in rattan e i vezzi provenzali degli anni Sessanta, geometrie e giochi optical degli anni Settanta, magliette e accenti pop anni Ottanta. Passa alla pratica. Fai “style watching” ed evitati l’ennesimo clamoroso scivolone.

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